Metodi per rendere le città più ecosostenibili

Metodi per rendere le città più ecosostenibili

CITTÀ FORESTA – I cambiamenti climatici stanno influenzando il nostro Pianeta sotto più punti di vista. A farne le spese e a sentirne maggiormente il peso al momento è la biodiversità e tutte le specie che abitano questa Terra. Cosa stiamo facendo per rimediare a questo problema? I motivi che hanno innescato i cambiamenti climatici sono molteplici e non è possibile se non addirittura irrealistico pensare di poter isolare una sola causa. Possiamo però renderci conto di quali sono il maggior numero di problematiche possibili e intervenire per risolverle.

Città foresta: come un problema può diventare una soluzione

Uno degli elementi più critici per i cambiamenti climatici sono proprio le nostre città e i centri urbani, specialmente quelli di grande estensione. Studi dimostrano come le città contribuiscono all’emergenza climatica producendo il 70% alle emissioni globali di CO2. Non solo, sono responsabili anche del consumo dei tre quarti delle risorse naturali. 

Le grandi menti geniali sono state però in grado di rendere la causa, una delle soluzione per andare a risolvere il problema generale. Si tratta dell’idea e della realizzazione delle vere e proprie città foresta, dove abitazioni e verde coesistono e che permettono di salvaguardare la biodiversità. Il pioniere del concetto delle foreste urbane è sicuramente lo studio Stefano Boeri architetti. Il progetto più famoso e noto è il Bosco verticale realizzato a Milano.

Dai boschi verticali alle città foresta

Stefano Boeri è partito con i boschi verticali, ma questa soluzione sta già avendo una sua evoluzione. Si tratta delle città foresta. Lo scopo, o meglio la speranza, è quella di andare a dare un contributo ancora maggiore alla riduzione degli effetti inquinanti di una città. In questi progetti la vegetazione non costituisce un “accessorio” o un “abbellimento”, ma è un vero e proprio elemento costitutivo della città. 

“Portare le foreste in città o creare vere e proprie città foresta, significa da un lato combattere il nemico sul suo stesso terreno, dall’altro che la stessa anidride carbonica viene trasformata in fertilizzante per nutrire le piante”. 

È quanto afferma Boeri stesso. La vegetazione viene integrata all’interno del sistema urbano in maniera studiata. Gli architetti la posizionano tenendo conto dell’aspetto architettonico e funzionale, in modo che sia efficace ed efficiente allo stesso tempo. Diventa una sorta di adempimento del detto “unire l’utile al dilettevole”. La presenza della vegetazione nelle città foreste porta ad un miglioramento della qualità e ad un abbassamento della temperatura dell’aria. Inoltre contribuisce a dare vita ad un vero e proprio ecosistema naturale.

Un murales mangia smog

Le città foresta però non sono l’unico mezzo che è stato messo in atto per rendere le città più ecosostenibili. Nella città di Napoli, in Italia, infatti è stato realizzato un murale capace di assorbire ogni giorno lo smog equivalente a quello prodotto da 79 auto. L’opera che ha preso vita dall’idea dell’artista Zed1 è realizzata attraverso l’uso di una vernice inventata in Italia e porta il nome di Airlite. Il processo di attivazione avviene grazie all’entrata in contatto del materiale con la luce dando origine ad un processo dal nome fotocatalisi che trasforma gli agenti inquinanti in molecole di sale. In pratica i minerali contenuti nella vernice, reagiscono con acqua, ossigeno e la luce solare. La reazione porta alla combinazione di questi elementi con le sostanze inquinanti che vengono poi trasformate in molecole di vari sali che si fissano sulla parete. 

Il murale è stato promosso dalle B Corp italiane e porta il nome di #UnlockTheChange, lo stesso utilizzato per la campagna lanciata per diffondere una trasformazione verso modelli di business sostenibili. Anche la zona scelta per la sua realizzazione non è un caso. Infatti si tratta di una scuola media del quartiere Fuorigrotta, che ha subito gravi conseguenze dell’inquinamento industriale nel recente passato.

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