Le certificazioni B Corporations: due esempi italiani

Le certificazioni B Corporations: due esempi italiani

This post is also available in: Inglese

B CORPORATIONS – La salute della nostra gente e del nostro pianeta è legata al modo in cui rendiamo conto di ciò che facciamo, che lo capiamo o no. La buona notizia è che c’è un’economia emergente in cui il profitto non è la prima e unica considerazione, in cui il bene della società e l’ambiente stanno influenzando le decisioni delle imprese.

Infatti le aziende sono certamente più consapevoli che mai del fatto che si sta verificando un cambiamento tra i consumatori, che vogliono fare meglio per il mondo acquistando prodotti e servizi da buone fonti. Allo stesso tempo però i consumatori hanno bisogno di difendersi dal green wash marketing e sapere con certezza quali sono le imprese di cui fidarsi. Per questo esiste la certificazione di B Corporation.

Le B Corp

Le Certified B Corporations, sono società costituite, che traggono profitto bilanciando scopo e profitto. Queste aziende devono soddisfare i “più alti standard di prestazioni sociali e ambientali verificate, trasparenza pubblica e responsabilità legale” per dimostrare che stanno bilanciando profitto e scopo, facendo del bene per tutti gli stakeholder, in altre parole, non solo gli azionisti.

Gli stakeholder sono definiti come – Dipendenti/lavoratori, clienti, comunità e ambiente. C’è un’altra area di attività aggiuntive rispetto a cui sono misurati tutti gli altri, ovvero la governance, vale a dire, come il vostro business è strutturato e gestito – la sua missione, l’etica, la responsabilità e la trasparenza.

A partire dal 2021, ci sono oltre 3.800 Certified B Corps in oltre 70 paesi, per 150 diversi settori, dai prodotti ai servizi.

Come si diventa una B Corp?

Per prima cosa si deve fare richiesta per essere valutati. Una volta che il nostro caso è stato preso in considerazione entra in gioco una strumento per la valutazione, il B Impact Assessment. Tramite questo esame si verificano e migliorano le per performance aziendali tramite l’assegnamento di un punteggio per ogni aspetto elencato: Ambiente, Dipendenti, Community, Governance, Clienti, B Score. Per ricevere la Certificazione di B Corporations il B Impact Assessment deve restituire un punteggio che va da un minimo di 80 ad un massimo di 200.

In Italia sono numerose le aziende che hanno raggiunto questo traguardo e in settori diversi. Vediamone due.

L’aggiornamento della Certificazione di B Corporations per Treedom

Nel 2010 Federico Garcea e Tommaso Speroni fondano Treedom. L’azienda ha sede a Firenze, Italia. Treedom è il primo sito e-commerce che permette di piantare alberi a distanza e seguire online la storia del progetto che contribuiranno a realizzare. Dalla 2010 ad oggi sono stati piantati più di 1.000.000 di alberi in Africa, America Latina, Asia e Italia. Chi acquista un albero da piantare lo affida ai contadini locali che si occuperanno di seguire ogni fasi, prendendosi cura della pianta in tutto il suo ciclo di vita.

Treedom ha dichiarato di voler raggiungere traguardi sia legati all’ambiente che all’aiuto delle società. Per quanto riguarda i campi relativi alle agro-forestazioni si impegnano nella lotta alla deforestazione e alle emissioni di CO2, nella protezione della biodiversità, la prevenzione dell’erosione del suolo. Per la società invece porta avanti progetti legati alla produzione alimentare sostenibile e la garanzia di titoli di reddito per i contadini. Questo impegno è valso a Treedom in riconoscimento della Certificazione di B Corporations nel 2014, aggiornato nel 2021 con l’aggiunta delle aree di Governance e Lavoratori.

Anche il Caffè ha la sua B Corporations con Illycaffè

Illycaffè  è azienda familiare fondata a Trieste nel 1933, la prima nel settore del caffè. Nel corso degli anni ha dato vita a numerosi progetti, tra cui l’Università del Caffè e la celebrazione dei propri coltivatori che producono il miglior lotto di caffè sostenibile. L’impegno dell’azienda si dirama in innumerevoli iniziative, dall’agricoltura generativa e rispetto per l’ambiente, alla valorizzazione dei lavoratori nei campi e negli stabilimenti. In tutto ciò a oggi ha anche annunciato di voler ricorrere l’obiettivo di essere oltre all’impegno di essere carbon free entro il 2033. Tale impegno si è coronato con l’ottenimento della  Certificazione.

«Questo straordinario traguardo raggiunto da illycaffè dimostra che anche nel settore del caffè è possibile agire in maniera rigenerativa — ha commentato Eric Ezechieli, cofondatore di Nativa, Regenerative Innovation Company e country partner per l’Italia di B Lab —. Oggi è indispensabile per tutte le aziende evolvere in questa direzione e siamo certi che questo successo di illy ispirerà molti altri, in Italia e nel mondo, ad accelerare in questa direzione».

div#stuning-header .dfd-stuning-header-bg-container {background-size: initial;background-position: top center;background-attachment: initial;background-repeat: initial;}#stuning-header div.page-title-inner {min-height: 325px;}