Donne ed economia: un binomio da comando mondiale

Donne ed economia: un binomio da comando mondiale

DONNE ECONOMIA COMANDO MONDIALE – Gli studi effettuati sul 2020 rendono noto come l’occupazione femminile sia ancora molto bassa. Le statistiche hanno anche evidenziato che in Italia il 99% dei licenziamenti ha riguardato donne. Questi sono dati italiani, ma basta poco per verificare che la situazione non è molto differente nel resto del mondo. La crisi non riguarda solo l’occupazione, ma tutti gli aspetti che riguardano il mondo del lavoro. A tutto questo però c’è un’eccezione e neppure di poco conto.

 

I ruoli di comando dell’economia mondiale in mano a donne

L’immaginario comune ha sempre dipinto le donne come figure con la mano sempre al portafoglio. Ben felici di svuotare non solo il proprio ma anche quello dei padri o dei compagni. Nessuno si sarebbe mai immaginato quindi che nel XXI secolo sarebbero state delle donne al comando di quattro ruoli tra i più importanti dell’economia mondiale. A capo del Fondo monetario internazionale (Fmi) troviamo la bulgara Kristalina Georgieva; per l’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) c’è la nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala; la francese Christine Lagarde è alla guida della Banca centrale europea (Bce); ed è sempre una francese a capo della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), Odile Renaud-Bass.

Perché sono state scelte queste donne per guidare l’economia mondiale

Ad oggi quando si sente affidare un ruolo di rilievo la prima cosa che viene da pensare è che chi ve l’ha messa voglia dimostrarsi sensibile alla causa femminista. Solo poi, molto poi e a volte non sempre, si arriva a pensare che forse ci è arrivata per meriti propri. Su queste donne non ci sono dubbi riguardo le loro qualità, ma per comprenderle al meglio si deve fare una precisazione.

Washington consensus

Tutti gli istituti a cui fanno adesso capo queste donne sono realtà che fin dalla nascita del “Washington consensus” sono stati guidati da i suoi ideali. L’espressione Washington consensus sta ad indicare infatti l’espressione coniata da è stata coniata dall’economista John Williamson per descrivere un insieme di 10 direttive di politica economica abbastanza specifiche che egli considerava come il pacchetto standard da destinare ai paesi in via di sviluppo che si fossero trovati in crisi economica. Visione neoliberale che portava lo Stato ad avere un ruolo estremamente marginale rispetto al mercato.

Questa politica non ha avuto grandi risultati ed è proprio per questo che queste quattro donne sono state chiamate a ricoprire questi ruoli. I curriculum e gli scritti di Kristalina Georgieva, Ngozi Okonjo-Iweala, Odile Renaud-Bass e Christine Lagarde dimostrano quanto il loro pensiero si allontani da questa filosofia.

C’è ancora molto da fare

Tutto quello che abbiamo detto dimostra quanta strada ci sia ancora da fare. Se è vero che il mondo dell’economia ha aperte le sue porte alle donne, ancora sono troppe le strade precluse a questa categoria. La questione non è da sottovalutare poiché è la stessa identica praticamente in tutto il mondo. Kristalina Georgieva, Ngozi Okonjo-Iweala, Odile Renaud-Bass e Christine Lagarde devono però fungere da esempio di quanto l’impegno, la ricerca e l’insegnamento dei propri ideali possono ripagare.

 

 

 

Per saperne di più su le manovre di alcuni enti economici mondiali https://www.hamid-reza-khoyi.ch/la-green-recovery-dara-piu-opportunita-d-investimento/

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