Le azioni dello Sport per la sostenibilità

Le azioni dello Sport per la sostenibilità

This post is also available in: Inglese

SPORT SOSTENIBILITÀ – “I valori dello sport sono valori di universalità e armonia”, ha dichiarato Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco, “si basa sui concetti di rispetto, comprensione, integrazione e dialogo, e contribuisce allo sviluppo e alla realizzazione degli individui senza distinzione di età, sesso, origini, credenze e opinioni. Lo sport è un forum unico per l’azione e la riflessione per trasformare le nostre società”. Lo sport è stato inserito anche nell’Agenda 2030 dell’Onu, come strumento per raggiungere gli obiettivi per una maggiore sostenibilità. Ma i vertici dello sport cosa stanno facendo per la sostenibilita?

Speciale Sky su sport e sostenibilità 

Quando si parla di sostenibilità ci si riferisce a tutte quelle azioni che permettono di mettere in atto azioni volte a migliorare la situazione del nostro pianeta e dei suoi singoli abitanti. In questi giorni tra lo “Youth4Climate: Driving Ambition” e la “Cop26”, Sky ha organizzato uno speciali in cui sono intervenuti Michele Uva, Football & Social Responsibility director UEFA e Stefano Domenicali, Presidente e CEO di Formula 1.

I due ospiti hanno espresso quelle che non le iniziative dei rispettivi sport che rappresentano in tema di sostenibilità. Da parte sua, i padroni di casa si Sky, stanno portando avanti il progetto Sky Zero, ovvero la campagna per divenire la “prima net zero carbon media company in Europa entro il 2030”. Per raggiungere questo obiettivo l’emittente punta a ridurre del 50% le emissioni generate sia internamente che relativamente ai fornitori a cui si appoggia. Inoltre si impegna a mettere in atto altre campagne attive e di sensibilizzazione per cercare di porre rimedio, piantando alberi ad esempio, laddove non si può ancora ridurre le emissioni.

Sostenibilità e calcio

Le parole di Michele Uva:

“È impossibile che ci sia una sola entità che possa risolvere il problema della sostenibilità nello sport e in qualunque altro settore. Ma la somma di un miliardo e mezzo di piccoli gesti può fare la differenza. Però serve anche una strategia.

Il calcio è una grande piattaforma, come la Formula Uno, una piattaforma che raggiunge un miliardo e mezzo di persone. Non è facile percepire l’urgenza perché i tifosi sono focalizzati in quei 90’. Ma quello che sta intorno alla partita è indubbiamente legato all’ambiente. Lo stadio è un centro di grande attenzione verso il clima, parlo del riciclo dei materiali, dei consumi per arrivarci, della luce, dell’utilizzo delle acque piovane, ci sono tanti fattori che, messi insieme, possono incidere. Bisogna lavorare su quello. Non percepiamo l’urgenza, ma percepiamo il dovere di occuparci di queste cose.

Abbiamo identificato nella nuova strategia che stiamo approntando e che sarà approvata a dicembre, 4 grandi temi nell’area dell’ambiente: uno è la protezione dell’ambiente con tutti i piccoli gesti o con tutte le attività; il secondo è sull’economia circolare; il terzo è la sostenibilità degli eventi, perché lo sport è fatto di eventi e non parlo solo di una partita, ma anche di un allenamento, se lo moltiplichiamo per centinaia di milioni di persone che giocano vedrete qual è l’effetto; l’ultimo è la sostenibilità degli impianti: i nuovi impianti, quelli che devono ancora nascere – quando parlo di impianto non parlo solo di stadio, ma anche di centro di allenamento, di un piccolo campetto di periferia – devono nascere tutti seguendo dei nuovi criteri.

Stiamo studiando questi quattro temi con azioni concrete perché altrimenti alla fine rimaniamo solo nella fascia del “si può fare”. In realtà lo vogliamo fare, sappiamo che poi la UEFA ha una ricaduta su 55 Federazioni, che hanno una ricaduta su centinaia di migliaia di Club e su milioni di giocatori. Sono 92 milioni le persone che ogni settimana giocano a calcio in Europa.”

L’impegno della Formula 1 per uno sport più sostenibile che sia da esempio

La f1 si è impegnata a creare in laboratorio un carburante al 100% sostenibile che garantisce meno emissioni, stessa potenza e più efficienza. Questo perché entro il 2030 le previsioni indicano che ci saranno in circolazione 1.8 milioni di veicolo di cui solo l’8% elettrico. Inoltre anche i mezzi pesanti, le navi e i mezzi aerei hanno bisogno di una soluzione ecosostenibile. Per questo la F1 si sta impegnando a fare da apripista ad un modo di circolare più sostenibile, fornendo un carburante che possa andar bene per tutti i mezzi di trasporto in tutto il mondo.

Stefano Domenicali, ospite Sky ha ampliato il discorso di sport e sostenibilità.

“La Formula Uno ha sempre avuto la bellezza di essere al centro dello sviluppo tecnologico su tutti i fronti. In questo momento in cui i temi che stiamo affrontando sono nell’interesse di tutti e sono nella lista di priorità, abbiamo trovato un terreno fertilissimo perché noi coinvolgiamo aziende che sono leader nel mondo di tutti i settori e quindi questo faciliterà il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo dati.

Abbiamo l’obbligo, utilizzando un altoparlante diretto e indiretto, di diventare responsabili e moltiplicare questo effetto visto i contatti che possiamo portare.

Se parliamo di obiettivi a medio termine, noi abbiamo l’obbligo e l’impegno di arrivare al carbon net zero nel 2030, quindi come industria questo è qualcosa su cui ci siamo impegnati e stiamo facendo tutto affinché questo venga rispettato e impostato già da adesso. Per quanto riguarda i nuovi regolamenti, la parte centrale è quella di aver già deciso che la nuova Power Unit del futuro sarà un motore ibrido con l’utilizzo di benzine sostenibili. Per noi questa è una grandissima scelta di coerenza rispetto a chi ha la Formula Uno.

Poi, ci sono altri aspetti altrettanto importanti, ad esempio abbiamo – e il tutto viene contrattualizzato ovviamente con i nostri promotori – il fatto di vedere come da qui al 2030, tutta l’impiantistica vada in questa direzione. Come sappiamo, quando parliamo di gestione di eventi in ambiti come quelli degli stadi o dei circuiti di Formula Uno, abbiamo una serie di strutture che consumano. Sotto questo profilo, abbiamo preso degli impegni con i promotori per andare in questa direzione. Siamo già partiti, abbiamo degli impianti, possiamo già anticipare che ad esempio il Bahrain il prossimo anno ha già lanciato che tutta l’energia che utilizzeranno per alimentare il consumo per le strutture verrà fatto con l’energia solare.

Questi sono impegni veri, fatti, non parole. Noi siamo partiti già da quest’anno con la riduzione dell’utilizzo quotidiano della plastica, la plastica monouso non è più nel paddock, così non sarà più utilizzata dagli spettatori che arrivano e consumano all’interno delle nostre strutture. “

div#stuning-header .dfd-stuning-header-bg-container {background-size: initial;background-position: top center;background-attachment: initial;background-repeat: initial;}#stuning-header div.page-title-inner {min-height: 325px;}