I risultati del Report Onu di cui si parlerà a Cop26

I risultati del Report Onu di cui si parlerà a Cop26

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REPORT ONU – Sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze dei cambiamenti climatici. Non esiste regione o Nazione che nel Mondo non ne sta pagando in qualche modo le conseguenze. I dati dimostrano come da adesso in poi la situazione è pronta a precipitare sempre più velocemente, ma si può invertire la rotta. Come riporta il Report Onu si deve agire subito e su larga scala, la COP26 sarà fondamentale per questo.

Gli avvertimenti sui cambiamenti climatici

Recentemente l’Onu ha rilasciato la prima parte del sesto Rapporto dell’IPCC redatto dal gruppo di scienziati esperti in cambiamento climatico. I dati riportati sono estremamente preoccupanti e allarmanti. Infatti riportano come se non si agisce velocemente e su ampia scala nel giro di dieci anni il riscaldamento globale sarà pari ai 2°C, 0.5 in più rispetto ai 1,5°C previsti dagli studi attuali.

Gli effetti del riscaldamento si stanno sul clima che il Rapporto descrive li stiamo vedendo e subendo già oggi, ma potranno peggiorare. Si parla di incendi, alluvioni, innalzamento dei mari, aumento dell’umidità, erosione costiera, siccità o piogge troppo abbondanti e molto altro. La cosa più allarmante è che tutti questi fenomeni si manifestano sempre più frequentemente anche in luoghi dove sono altamente atipici.

I cambiamenti climatici sono influenzati sia dalle aziende che dalle scelte di ognuno di noi, ma siamo anche coloro, che insieme a tutto il resto del pianeta ne paga maggiormente le conseguenze. Una speranza ancora c’è e il Report Onu delinea anche le soluzioni che si devono mettere in atto facendo un focus regione per regione, cosa molto utile anche per la COP26.

Report Onu mette pressione a la COP26

Il comunicato stampa che ha annunciato l’uscita del Rapporto ha voluto mandare un messaggio alla COP26:

“Forti e costanti riduzioni di emissioni di anidride carbonica (CO2) e di altri gas serra limiterebbero i cambiamenti climatici.”

Ma cosa è la COP26? È la 26esima edizione della Conferenza delle Parti, che ha preso vita nel 1995 a Berlino. Si tratta dell’incontro annuale dei 154 Paesi che nel 1992 hanno firmato, a Rio, la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC). Nel corso degli anni la Cop ha permesso di raggiungere risultati importanti come il protocollo di Kyoto e l’accordo di Parigi.

Questa edizione si terrà un pre-incontro a Milano dal 28 settembre al 2 ottobre composto da tavole rotonde, dibattiti ed intrattenimento. Sono stati invitati anche 400 giovani che comporranno il Youth4Climate Driving Ambition, con il compito di mettere insieme idee da portare poi a Glasgow dal 1 al 12 novembre 2021. Infatti sarà proprio in questa occasione che si riuniranno 30.000 delegati, tra cui Capi di Stato, esperti climatici e attivisti, per concordare un piano d’azione coordinato per affrontare il cambiamento climatico.

Il Report Onu e la COP26 infondono speranza

Il lavoro che il Report Onu e la COP26 faranno nei prossimi mesi è essenziale, ma anche noi dobbiamo esserlo. La transizione ecologica deve partire dall’alto, ma deve essere una priorità per ognuno di noi. Le conseguenze delle azioni passate stanno diventando accelerando ogni giorno, ma con operazioni mirate e su larga scala, se agiamo subito, potremo arginarle. Non dobbiamo però farci scoraggiare se i risultati non arriveranno subito perchè per invertire la tendenza ci vorrà del tempo, l’importante è continuare a perseguire l’obiettivo.

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