Il modello economico tedesco tra successi e rallentamenti

[vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]MODELLO ECONOMICO TEDESCO - La Germania è una potenza che si è saputa affermare negli ultimi decenni in campo economico. Grazie alle sue politiche rigide è riuscita ad ottenere un grande tasso di esportazione di prodotti propri in tutti il mondo. Nonostante abbia la stessa moneta dell’Eurozona, la forza dell’euro tedesco non è paragonabile a quella degli stati cugini. A differenza degli altri stati la Germania, grazie ad un forte incremento del fatturato industriale e del PIL, è riuscita a superare egregiamente la crisi economica del 2008. Quali sono i motivi di tale successo? Ed oggi funziona ancora così tutto bene?

 [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_heading subtitle="" delimiter_settings="delimiter_style:solid|delimiter_width:80|delimiter_height:1" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]

Il successo del modello economico tedesco: su cosa si basa

[/dfd_heading][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]La Germania è una potenza economica il cui successo è riconosciuto in tutto il Mondo. Ma a cosa il modello tedesco deve la sua ripresa?  La risposta è presto data: Fraunhofer Gesellschaft, un’organizzazione di ricerca applicata con sede a Monaco e con istituti in tutto il Paese. Tale organizzazione è stata fondamentale per la politica industriale tedesca su cui si basa tutta l’economia della Germania. La Fraunhofer Gesellschaft si muove secondo sei possibili modalità, tutte però si muovono sullo stesso principio come spiega Luigi Guiso su “Il Sole 24 Ore”:

«Un’impresa tedesca che ha necessità di risolvere uno specifico problema tecnologico si rivolge al Fraunhofer con il quale stipula un contratto di ricerca. La forza principale del Fraunhofer è nel mettere in piedi il mix di intelligenze necessarie per risolvere quel problema specifico attingendo al suo pool di scienziati»

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Ad oggi i dati che abbiamo danno segni di instabilità

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“Gli investimenti pubblici hanno rappresentato solo il 2,5% del pil tedesco nel 2019, rispetto al 3% nell'Eurozona e all'oltre 3,5% in Giappone. Questo potrebbe portare a un degrado delle infrastrutture, che probabilmente si tradurrà in bassi incrementi di produttività. L'abbandono del dogma di bilancio è un buon inizio, ma gli sforzi del futuro governo dovranno essere più sostanziali"

E i dati del 2018 non erano migliori.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][dfd_heading subtitle="" delimiter_settings="delimiter_style:solid|delimiter_width:80|delimiter_height:1" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]

Il modello tedesco ha ancora speranze per il futuro

[/dfd_heading][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Quelli che abbiamo visto sono dati preoccupanti ma non del tutto allarmanti. La Germania ha dimostrato in passato di avere forza e di sapersi rialzare a testa alta. Inoltre il popolo tedesco ha già un asso nella manica da poter giocare. Infatti gli studi dimostrano che uno strumento importante per riprendersi dalla crisi sarà il “Green recovery” e la Germania sotto questo aspetto ha già numerosi strumenti a sua disposizione che fanno ben sperare per il futuro.

 

Per altre notizie sull'economia mondiale https://www.hamid-reza-khoyi.ch/donne-ed-economia-un-binomio-da-comando-mondiale/[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Gli e-fuels per un investimento sulla sostenibilità

[vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]HAMID-REZA KHOYI E-FUELS - Nella corsa all’abbattimento delle emissioni di CO2 è importante prendere in considerazione tutte le soluzioni possibili. Quando pensiamo a questo obiettivo, quasi sempre pensiamo all’utilizzo delle fonti rinnovabili, come l’energia eolica. Tuttavia, per avere un quadro completo del percorso verso la sostenibilità è necessario tenere conto degli e-fuels, dei nuovi carburanti ecosostenibili. Oltre al loro impatto positivo sono un’ottima possibilità di investimento nel futuro, come ha notato Hamid-Reza Khoyi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_heading subtitle="" delimiter_settings="delimiter_style:solid|delimiter_width:80|delimiter_height:1" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div" tutorials=""]Che cosa sono gli e-fuels e il progetto in Cile[/dfd_heading][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Gli e-fuels sono dei carburanti sintetici creati attraverso complessi procedimenti chimici. A partire da energie rinnovabili, come l’energia idroelettrica, si arriva all’estrazione dell’idrogeno per poi combinarlo con altre sostanze. Gli e-fuels hanno in media un’emissione di CO2 minore del 70% rispetto ai carburanti fossili, inoltre possono adattarsi più facilmente ai sistemi di combustione odierni. Questo è un grande punto di forza rispetto all’energia elettrica con cui dovremo inevitabilmente ripensare tutti i sistemi di conversione dell’energia.

Ultimamente gli e-fuels stanno acquistando fiducia: lo dimostrano i progetti finanziati nel mondo. Un esempio valido è il progetto “Haru Oni” in Cile che ha l’appoggio della società automobilistica Porsche, oltre all’italiana Enel. L’obiettivo è quello di creare un e-fuel a partire dall’energia eolica accumulabile facilmente nella provincia di Magallanes.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_heading subtitle="" delimiter_settings="delimiter_style:solid|delimiter_width:80|delimiter_height:1" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div" tutorials=""]La sostenibilità dell’iniziativa per gli e-fuels in Europa[/dfd_heading][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Gli e-fuels, come ogni nuova fonte d’energia, hanno bisogno di iniziative importanti per prendere piede in modo adeguato. Lo dimostra anche il progetto Haru Oni, che ha coinvolto gli investimenti delle società Porsche ed Enel. Inoltre anche l’Unione Europea ha accettato la sfida degli e-fuels: da circa un anno è nata l’European Clean Hydrogen Alliance

Il progetto in Europa cercherà di promuovere l’uso dell’idrogeno (quindi degli e-fuels) in vari settori con investimenti cospicui. Gli ambiti di cui si occuperà sono curati attraverso sei Roundtables, ad esempio quella per l’applicazione industriale dell’idrogeno.Adesso che siamo ancora in una fase preparatoria, già si parla di 430 miliardi di euro da investire per realizzare i loro obiettivi. Una cifra da capogiro che sarà spesa durante i prossimi 10 anni, quindi fino al 2030. Di fronte a questi progetti non si può fare a meno di tenere gli occhi aperti, come sta già facendo il consulente finanziario Hamid-Reza Khoyi.

 

Per saperne di più clicca qui.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Donne ed economia: un binomio da comando mondiale

[vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]DONNE ECONOMIA COMANDO MONDIALE - Gli studi effettuati sul 2020 rendono noto come l’occupazione femminile sia ancora molto bassa. Le statistiche hanno anche evidenziato che in Italia il 99% dei licenziamenti ha riguardato donne. Questi sono dati italiani, ma basta poco per verificare che la situazione non è molto differente nel resto del mondo. La crisi non riguarda solo l’occupazione, ma tutti gli aspetti che riguardano il mondo del lavoro. A tutto questo però c’è un’eccezione e neppure di poco conto.

 [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_heading subtitle="" delimiter_settings="delimiter_style:solid|delimiter_width:80|delimiter_height:1" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div" tutorials=""]

I ruoli di comando dell’economia mondiale in mano a donne

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Perché sono state scelte queste donne per guidare l’economia mondiale

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Washington consensus

[/dfd_heading][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Tutti gli istituti a cui fanno adesso capo queste donne sono realtà che fin dalla nascita del “Washington consensus” sono stati guidati da i suoi ideali. L'espressione Washington consensus sta ad indicare infatti l’espressione coniata da è stata coniata dall'economista John Williamson per descrivere un insieme di 10 direttive di politica economica abbastanza specifiche che egli considerava come il pacchetto standard da destinare ai paesi in via di sviluppo che si fossero trovati in crisi economica. Visione neoliberale che portava lo Stato ad avere un ruolo estremamente marginale rispetto al mercato.

Questa politica non ha avuto grandi risultati ed è proprio per questo che queste quattro donne sono state chiamate a ricoprire questi ruoli. I curriculum e gli scritti di Kristalina Georgieva, Ngozi Okonjo-Iweala, Odile Renaud-Bass e Christine Lagarde dimostrano quanto il loro pensiero si allontani da questa filosofia.

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C'è ancora molto da fare

[/dfd_heading][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Tutto quello che abbiamo detto dimostra quanta strada ci sia ancora da fare. Se è vero che il mondo dell’economia ha aperte le sue porte alle donne, ancora sono troppe le strade precluse a questa categoria. La questione non è da sottovalutare poiché è la stessa identica praticamente in tutto il mondo. Kristalina Georgieva, Ngozi Okonjo-Iweala, Odile Renaud-Bass e Christine Lagarde devono però fungere da esempio di quanto l’impegno, la ricerca e l'insegnamento dei propri ideali possono ripagare.

 

 

 

Per saperne di più su le manovre di alcuni enti economici mondiali https://www.hamid-reza-khoyi.ch/la-green-recovery-dara-piu-opportunita-d-investimento/[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

La green recovery darà più opportunità d'investimento

[vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]HAMID-REZA KHOYI - Il periodo che stiamo attraversando ha certamente creato molte difficoltà per tutti. Il mercato del lavoro ha risentito della crisi portata dalle chiusure obbligate dei negozi, degli uffici ecc. Anche negli investimenti ognuno ha dovuto pensare bene a come investire il proprio denaro. Molti consulenti infatti sono diventati molto più prudenti del solito, come anche Hamid-Reza Khoyi, nel suggerire le opportunità d'investimento. Forse però, la IFC (Società finanziaria internazionale) ha trovato la risposta nella green recovery.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_heading subtitle="" delimiter_settings="delimiter_style:solid|delimiter_width:80|delimiter_height:1" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]Le possibilità del green recovery secondo IFC[/dfd_heading][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]“Green recovery” è un termine usato per parlare di tutti quegli interventi economici che aiutano la ripresa dalla crisi di questo periodo, ma ognuno di questi aiuta il mondo del lavoro a essere più sostenibile, ridurre le emissioni e diventare più green. Per esempio, nell’ultimo anno in Europa hanno proposto di creare un programma di green recovery all’Unione Europea.

La IFC, un ente della Banca mondiale, ha fatto delle previsioni per il prossimo decennio tenendo in considerazione 10 settori chiave. Si sono chiesti se e quanto i piani di green recovery possono aiutare il mercato del lavoro in tutto il mondo. I risultati sono incredibili: i progetti per un mondo più green possono creare fino a 42 milioni di posti di lavoro e 2,5 trilioni di dollari in opportunità d’investimento nei principali paesi emergenti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_heading subtitle="" delimiter_settings="delimiter_style:solid|delimiter_width:80|delimiter_height:1" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]Il green recovery vi darà le opportunità d’investimento che aspettate[/dfd_heading][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Il lavoro della IFC è una grande notizia per due motivi. Il primo è l’importanza che dà alla green recovery per le opportunità d'investimento. Infatti è ancora facile trovare persone che si fidano poco di questo settore in forte crescita. Il secondo motivo è che aiuta moltissimo gli investitori a decidere di investire pensando green. Il vero potere dello studio della IFC è quello di trasmettere sicurezza negli investimenti sostenibili a chi non ne ha. Ecco il motivo per cui dovreste affrettarvi a cercare un consulente che vi indichi come gestire le vostre risorse, come per esempio Hamid-Reza Khoyi.

Per saperne di più: https://www.pv-magazine.com/2021/01/19/ifc-says-green-recovery-could-drive-2-5tn-renewables-market-this-decade/[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]